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La vita non è mai perfetta

  • Vagalume
  • 24 ott 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Se la vita potesse essere un film, diretto e girato completamente da noi stessi, forse paradossalmente non ci sarebbe più spazio per la creatività.

Sono convinto che la maggior parte di noi rimarrebbe assolutamente spiazzato dalla smania di perfezionismo fino a svuotare la vita stessa, che finirebbe così per perdere il suo significato.

Quante volte abbiamo sentito dire che la vita è imperfetta? Cosa significa davvero?

Io non lo so, o meglio non credo di avere LA risposta, ma se so qualcosa, è che la vita è spesso completamente differente da ciò che abbiamo immaginato o che persino alimentiamo costantemente nella nostra mente.

Molto spesso ci sentiamo sbagliati, vogliamo fare, fare e fare per motivazioni che non riusciamo nemmeno ad immaginare di mettere in discussione.

Il lavoro sul proprio pensiero, focus della consulenza filosofica, campo in cui mi sto formando, in questo senso è fondamentale. Si può alleggerire il carico del proprio pensiero non modificando le nostre idee e i nostri preconcetti, ma posando su di essi la luce della consapevolezza, la quale, in ogni dove e in ogni quando, può aiutarci a ricordare non soltanto in che direzione stiamo andando, ma anche e soprattutto in quale direzione vogliamo andare.

Possiamo immaginarci come un piccola barca, che talvolta si muove in assenza di qualcuno in grado di indirizzare le vele. Possiamo spostarci in modo passivo, mossi dal vento, oppure muovere le vele e sfruttare la forza del vento per muoverci verso la direzione da noi voluta.

Nel primo caso, possiamo immaginarci in balia delle nostre convinzioni e dei nostri pregiudizi sul mondo. Non stiamo mai lì a riflettere su di essi, dunque diamo per scontato che siano gli unici veri possibili, e molto spesso ci muoviamo in una direzione non stabilita da noi. Ma quando ci muoviamo secondo la direzione da noi prediletta, ciò è possibile soltanto dopo un lavoro di riflessione, e soprattutto di critica rispetto la maniera in cui ci siamo trovato ad analizzare, o mi verrebbe da dire navigare, la realtà per tutta la vita.

Vi chiederete ciò cosa centri con la premessa iniziale sull'imperfezione della vita.

La risposta che mi sono dato io nel corso dei miei pochi anni è che molto spesso ci troviamo a desiderare di affrontare la vita con gli strumenti, le circostanze e le risorse migliori in assoluto, quando in realtà non esiste niente di tutto ciò.

Non esiste la mera possibilità di fare le cose impeccabilmente, lontani da qualsiasi forma di difetto o imperfezione. Ciò avviene perché ci sono tantissimi modi di "navigare il reale", ma nessuno sarà mai migliore dell'altro, in quanto ognuno di essi si eguaglia nella sua capacità di manifestare il movimento. Ciò che farà la differenza è riuscire a stabilire se quella forma di movimento avrà raggiunto la destinazione, lo scopo che voleva.

La vita è imperfetta proprio perché non c'è un modo migliore, tutte le modalità vanno bene, a condizione che tu raggiunga quello che vuoi, con la consapevolezza di dove ti trovi e degli strumenti che hai e dei quali scegli di disporre.

Che tu possa navigare il reale con la chiarezza della consapevolezza.

 
 
 

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